Denaro, di Charles Pèguy -2

La povertà : ecco un’altra argomentazione interessante di Pèguy. Prima dell’industrializzazione, la povertà era la condizione per così dire naturale in cui versava un uomo. Gli stenti non erano considerati una privazione perché, essendoci solo la necessità di mangiare pane e avere un posto in cui ripararsi, non si avvertiva la mancanza di comfort o di beni da esibire e di cui circondarsi. La povertà era una sorta di porto sicuro in cui tutti potevano vivere serenamente non avendo nulla da perdere e, soprattutto, non avendo la percezione di privarsi di qualcosa. Con il diktat della produzione in serie e meccanizzata, il surplus di beni da possedere è diventato un valore aggiunto per giudicare il talento di un uomo. Non avere proprietà in eccesso adesso, a differenza del passato, è un’onta che fa vivere con imbarazzo e astio la condizione di povero. La miseria assume dunque un connotato negativo, e ciò che un tempo bastava a vivere felici oggi non è più sufficiente.

Le riflessioni di Pèguy possono per certi versi adattarsi alla contemporaneità, anche quando il saggista francese si sofferma a parlare dell’educazione scolastica che, unitamente al lavoro e al modo di affrontarlo, si trasforma drasticamente . Se Charles Pèguy è diventato un grande scrittore, pensatore e saggista lo deve al preside della sua scuola elementare che, riconosciute le sue doti e soprattutto i suoi meriti in ambito scolastico, gli ha permesso di continuare gli studi e dunque di affinare i suoi pensieri.  Insegnare, trasmettere il sapere, al pari del lavoro in cantiere, era considerata una missione e un onore, e il docente non poteva che gioire quando il suo contributo era riuscito a formare un alunno brillante. Con la modernità si perde il riconoscimento del merito, e il professore che un tempo spingeva con passione gli studenti verso la conoscenza adesso è tristemente invidioso delle loro qualità.

Il cibo, il sapere, il relazionarsi con l’altro, la creazione di un oggetto, l’approccio al lavoro, il pane quotidiano: tutto finisce in secondo piano, sullo sfondo, mentre la dimensione economica impone il denaro come unico valore della società moderna, riducendo il lavoro a una mera prestazione priva della passione che l’uomo sentiva quando, con orgoglio, si recava in cantiere.

Pèguy è una figura complessa e controversa, nazionalista reazionario socialista è stato contrastato fortemente e a lungo quando, convertitosi al cristianesimo, si è visto di colpo voltare le spalle da chi lo aveva appoggiato fino ad allora. In virtù di questo, Denaro merita il suo posto ne La mala parte della Piano B edizioni,  la collana che raccoglie tutti gli scritti di quegli autori che hanno influenzato il cambiamento nella mentalità del proprio tempo e, di conseguenza, della società. La scrittura appassionata, dura e intransigente conferisce spessore e autorità al pensiero di quest’autore, scomodo e rivoluzionario per i suoi tempi.