RAPIMENTO D’AMORE (After the Abduction) di Sabrina Jeffries

Può un romanzo piacere, o meglio, non dispiacere indipendentemente dallo svolgimento della sua trama ?

Mi rendo conto possa sembrare una contraddizione in termini, eppure terminata la lettura di “Rapimento d’amore” mi sono trovata a pormi esattamente questa domanda.

L’aspetto peggiore di questo libro, infatti, è la sua trama.L’aspetto migliore è, senza dubbio, l’abilità narrativa della Jeffries che, intendiamoci, non riesce affatto a rendere coerente ciò che racconta nella sua opera, però riesce a raccontarlo in un modo che comunque ha avvinto la mia attenzione (giravo le pagine con la curiosità di scoprire cosa sarebbe successo e questo, a parer mio, è un grande merito in un’autrice).

“Rapimento d’amore” è, quanto a plot, un autentico calderone. Abbiamo a che fare con: una fuga d’amore tra una diciottenne ingenua ed un ufficiale misterioso; una rocambolesca avventura dei suddetti tra esplosioni, sparatorie e contrabbandieri senza scrupoli; la scomparsa del nostro con bacio appassionato alla dolce fanciulla; due anni di buio totale trai due; pettegolezzi di cui si ignora la fonte che minacciano la reputazione della protagonista; lei che, accompagnata dalla sorella maggiore e dal protettivo cognato, si reca dal nobile e ricco tutore del suo seduttore per chiedere il conto di quanto accaduto e qui (esattamente a pagina 2 del romanzo) eccoci al colossale colpo di scena.

Sebastian, il nobile e ricco tutore, è il fratello gemello dell’affascinante mascalzone che aveva rubato il cuore della piccola Juliet, dispiaciuto di comunicare che Morgan sia deceduto in un naufragio di alcuni mesi prima (e che, pertanto, non possa essere responsabile del diffondersi dei pettegolezzi).