recensione di Sunshine – Robin McKinley

Apparso in prima edizione nel 2003 e ristampato dalla Berkley Trade nell’ottobre del 2008, ‘Sunshine’ di Robin McKinley, pubblicato nell’edizione italiana dalla Fanucci Editore, ha vinto nel 2004 il Mythopoeic Fantasy nella sezione Letteratura per adulti.

Nella sua recensione, Neil Gaiman, ha affermato che il romanzo della McKinley puo’ essere accostato a romanzi di culto come Chocolat di Joanne Harris e Intervista col vampiro di Anne Rice, ma anche a storie come La bella e la bestia della Walt Disney, perche’ Sunshine non è proprio un fantasy, cosi’ come non è proprio un horror o una semplice storia d’amore, ma è tutte e tre le cose messe insieme per una storia molto vicina alla perfezione.

Ci sono luoghi in cui regna l’oscurità, luoghi ai quali è meglio non avvicinarsi. Tuttavia sono anni che al lago non succede nulla, e Rae Seddon soprannominata Sunshine, protagonista principale del romanzo di Robin McKinley, ha bisogno di un posto tranquillo dove poter riflettere, ma commette un grave errore e viene attaccata dai vampiri che la portano in una vecchia abitazione.

La incatenano al muro e la lasciano in compagnia di un altro vampiro, anche lui incatenato, con il proposito di sfamarlo con il sangue della ragazza. Ma il vampiro, Costantine, non ha alcuna intenzione di attaccarla e, al contrario, la implora di raccontargli delle storie, per evitare di impazzire.