RECENSIONE : RAPIMENTO D’AMORE di Sabrina Jeffries – 2

La parola di gentiluomini di Sebastian e del di lui attempato zio sono l’unica prova a sostegno di quanto affermato, ma Juliet non ci crede: lei è certa che lord Sebastian sia l’uomo con cui era fuggita due anni prima ed è determinata ad avere delle risposte. L’intuito di Juliet è corretto, infatti Sebastian aveva all’epoca assunto l’identità del fratello per rintracciarlo, in quanto preoccupato della vita pericolosa che conduceva e del fatto non avesse da un pezzo sue notizie.

La storia del naufragio è una colossale fandonia (Morgan è vivo e vegeto dall’altro capo del mondo) raccontata da Sebastian per evitare che il cognato di Juliet lo ammazzi. Al tutto bisogna ancora aggiungere la sorella ed il cognato di Juliet che cercano di avere un figlio, la storia d’amore-tradimento-abbandono dei genitori di Sebastian e Morgan ed, ovviamente, il sensualissimo e pericoloso gioco di seduzione trai due protagonisti.Insomma, una situazione talmente ingarbugliata fin dalle sue premesse che, ripensandoci a mente fredda, non sono riuscita a liberarmi della sensazione gli avvenimenti fossero stati tirati per i capelli.Tanto per cominciare il famoso antefatto (il corteggiamento e la fuga d’amore della Juliet diciottenne) non viene mai mostrato e se ne hanno soltanto dei riferimenti smozzicati negli occasionali ricordi dei due protagonisti.

E a questo punto temo sia necessaria un’ulteriore riflessione. Da quel che mi risulta “Rapimento d’amore” è il terzo di un ciclo di romanzi dove vengono raccontate le storie d’amore delle ragazze Laverick. Forse, e sottolineo sia soltanto una mia mera supposizione, il primo incontro tra Juliet e Sebastian-Morgan può essere stato raccontato in un libro precedente. Ma anche se così fosse, allora la mia domanda diventa : qual è il valore di un romanzo che, per la piena comprensione degli eventi narrati, rende indispensabile la lettura dei volumi precedenti ?

La mia personale risposta non può essere positiva: sono sempre stata dell’avviso, infatti, che i giochi di citazioni e rimandi (che personalmente adoro) debanno impreziosire la narrazione globale, non rendersi fondamentale per la coerenza di ogni sua singola parte.